Protesi mobili: istruzioni per l’uso

Si calcola che siano circa 7, 5 milioni gli italiani, principalmente over 65, portatori di protesi mobili.
protesi mobili

Soluzione che spessissimo, al di là dei progressi nel campo, per ragioni organiche ed economiche si rivela l’unica da adottare.
La ricerca clinica consente oggi l’impiego di materiali con altissima resa da un punto di vista funzionale e di efficienza, pertanto tale soluzione di trattamento risponde adeguatamente alle necessità del paziente.
Il periodo di adattamento, però, può richiedere anche alcune settimane e non risulta affatto semplice come magari si potrebbe pensare, per il fatto che la muscolatura della bocca deve adattarsi alla nuova dentatura.
In tale fase si ha spesso paura di perdere la protesi e si prova imbarazzo nel mostrare i propri denti nuovi mentre si ride o parla.
La dentiera ovviamente altera la percezione sensoriale: i denti sembrano molto grandi, diminuisce la sensazione di caldo e freddo, cambia persino il gusto dei cibi. Come si diceva è necessario abituarsi a tale nuova condizione e dopo una fase di rodaggio la situazione diverrà pienamente normale.
Le protesi esercitano sui mascellari una pressione differente rispetto a quella dei denti naturali, poiché con la dentiera la pressione si ripercuote essenzialmente sulla gengiva prima di trasmettersi ai mascellari: per tale ragione è indispensabile che la protesi sia perfettamente adeguata alla gengiva.
Molta attenzione va prestata alle lesioni della mucosa orale, le quali se non curate a dovere possono generare complicazioni e dolore persistente.
Per via dell’età, o a causa dell’assunzione di farmaci, si verifica una diminuzione quantitativa e qualitativa della saliva e ciò può indurre infiammazioni della mucosa orale, mobilità della protesi stessa e ritardi nel processo di guarigione delle lesioni.
La xerostomia (secchezza delle fauci) e il conseguente senso di bocca asciutta determinano nel portatore di protesi bruciore e difficoltà a parlare e deglutire.
Altra complicazione può essere rappresentata dalla cheilite angolare: si tratta della formazione di fastidiosissime fessure agli angoli della bocca causate dal ristagno prolungato della saliva.
Particolare attenzione va prestata, inoltre, ai diffusi microtraumi che possono verificarsi nel cavo orale come conseguenza del dissestamento della protesi stessa, i quali se non adeguatamente presi in considerazione possono andare incontro a rischiosi processi degenerativi (financo a lesioni precancerose).
Alle protesi bisogna riservare, ovviamente, un’attenta e quotidiana attenzione dal punto di vista igienico.
Con l’apposito spazzolino si deve procedere alla pulizia dopo ogni pasto o almeno una volta al giorno. Impiegando il dentifricio vanno rimossi i residui di cibo procedendo dall’alto verso il basso. La protesi va mantenuta, poi, in un ambiente umido: è sufficiente una salviettina inumidita che prevenga la disidratazione perché l’immersione prolungata in acqua può favorire lo sviluppo batterico. La disinfezione tramite pastiglie o soluzioni, periodica, contribuisce a limitare la proliferazione batterica.
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